sabato 13 novembre 2010

L'Italia sotto l'acqua


Ancora acqua, ancora vittime. Il territorio italiano violato per decenni sempre piu' spesso non regge piu' la potenza delle piene dei fiumi, ingrossati dalle piogge e condannati a distruggere il paesaggio e la gente che vi abita.

Il giorno dopo la macchina della protezione civile è pronta ad intervenire, ma per quanto ancora la gente potrà sopportare queste tragedie, che palesemente non conoscono confini regionali, ma travolgono indistintamente aree del profondo e martoriato Sud e del pianeggiante Nord est d'Italia.

Il problema è serio e non piu' prorogabile, occorre una programmazione a lungo termine che metta in sicurezza un territorio caratterizzato da un alto rischio sismico, idrogeologico e idraulico, vulcanico. Si tratta, peraltro, dello stesso territorio, vittima degli abusi che l'uomo ha perpetrato nel tempo, quasi immune alle forme di intervento emergenziale del giorno dopo.

Pertanto è necessario che il Governo rimoduli la scaletta delle priorità, mettendo al primo posto la tutela del territorio nazionale, altrimenti l'Italia intera rischia di crollare sotto il peso dell'acqua e dell'incuria così come è successo alla Casa dei Gladiatori a Pompei.

13/11/2010
di Vito STANO

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