sabato 15 gennaio 2011

Alta Murgia - Il Parco avvia il suo Piano

Il Piano ha carattere sovracomunale e sostituisce i piani urbanistici e territoriali di qualsiasi livello, di fatto il Piano crea una disciplina omogenea tra gli strumenti di pianificazione dei vari comuni

Se di una svolta si tratta lo vedremo tra un po' di tempo, certo è che la redazione del Piano del Parco e del Regolamento del Parco costituisce un passo importante per la vita del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, che cinque anni fa esisteva solamente nell'immaginazione di alcuni.

Questo passaggio coincide con il termine del primo quinquennio di vita del Parco e in attesa che il nome del nuovo presidente metta tutti d'accordo è stata inaugurata la sede dell'Officina del Piano del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, intitolata a Don Cassol (ucciso da un bracconiere sulla Murgia ad Altamura), in un ala di un palazzo storico di Ruvo di Puglia, in provincia di Bari.

Per l'occasione è stato organizzato un incontro che ha visto la presenza di alcuni sindaci dei comuni interessati, del commissario straordinario dell'ente Parco, di un rappresentante del mondo agricolo, di un rappresentante dell'universo ambientalista, di un rappresentante tecnico del ministero dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e del titolare dell'Assessorato alla Qualità del Territorio della Regione Puglia. Il fulcro dell'incontro è stata la relazione esplicativa del Piano del Parco tenuta dall'architetto dell'ente Parco.

I temi trattati durante la lunga maratona di interventi sono stati tanti e svariati, dopo i saluti iniziali del già presidente dell'ente Parco e attuale commissario straordinario Girolamo Pugliese e dopo il benvenuto del sindaco di Ruvo di Puglia Michele Stragapede, l'architetto dell'ente Parco Mariagiovanna Dell'Aglio ha esposto le principali caratteristiche del Piano del Parco, soffermandosi in particolare sull'importanza di questo «strumento che introduce regole», che disciplineranno le attività che si svolgono all'interno del territorio del Parco.

In sintesi il Piano del Parco definisce la suddivisione in zone a diverso grado di tutela, le norme tecniche di attuazione stabiliscono le trasformazioni consentite e non consentite e il regolamento disciplina le attività che si svolgono sul territorio e precisa le modalità in cui possono essere svolte.

Il Piano ha carattere sovracomunale e sostituisce i piani urbanistici e territoriali di qualsiasi livello, di fatto il Piano crea una disciplina omogenea tra gli strumenti di pianificazione dei vari comuni.

Inoltre il Piano individua una serie di progetti prioritari per garantire un futuro al territorio del Parco Nazionale dell'Alta Murgia.

Una peculiarità del Parco citata in più interventi, ma ben riassunta dal direttore Politiche Ambientali del Wwf Italia Gaetano Benedetto, è data dalle «diverse chiavi di lettura» con le quali si può leggere il Parco Nazionale dell'Alta Murgia, «un mix di agricoltura, paesaggio, geologia, storia, cultura e tradizioni che crea un unicum, la cui offerta turistica, secondo Benedetto, dovrebbe innanzi tutto indirizzarsi ai pugliesi e in particolare agli abitanti del territorio murgiano, al fine di recuperare la storia dimenticata e recuperare gli spazi abbandonati per ricostituire quell'identità perduta, perché il Parco è soprattutto identità». In tanti elogi per il lavoro svolto Benedetto individua una nota stonata nell'approccio eccessivamente urbanistico, che metterebbe a rischio la valenza stessa del Parco, «che non è soltanto un ente di promozione turistica».

Benedetto conclude con l'augurio, che in realtà in molti hanno fatto, cioè che le distanze tra i cittadini e l'ente Parco si riducano sempre più.

Un dato molto importante da ricordare è il fatto che il Piano e il Regolamento del Parco sono giunti entro il primo quinquennio di vita del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, a differenza delle altre realtà italiane dove le regole propedeutiche alla progettazione sono arrivate dopo molti anni di vita del Parco stesso.

L'architetto Anna Maria Maggiore componente della Segreteria tecnica del ministro Prestigiacomo nel suo intervento ha prospettato l'attuale necessità di «operare sinergicamente per raggiungere gli obiettivi preposti dal Piano del Parco e dal Piano di sviluppo socio-economico», ribadendo «l'importanza del lavoro che la comunità del Parco dovrà fare nell'immediato futuro per contribuire allo sviluppo di questo territorio».

L'incontro si è concluso con un breve ma incisivo intervento dell'assessore alla Qualità del Territorio della Regione Puglia Angela Barbanente (nella foto, N.d.R.), la quale ha dato una lettura fortemente politica della svolta che il territorio dell'Alta Murgia si è dato.

«La rottura con il passato è fondamentale, occorre riconvertire un territorio cresciuto in modo non sostenibile e possiamo farlo, insiste la Barbanente, sperimentando nuovi modelli di sviluppo in quei laboratori naturali che sono le aree protette».

Dunque le aree protette intese come laboratori di convivenza tra uomo e natura, dopo anni di conflitti tra il primo e la natura.

«Per fare tutto ciò - ha concluso - è necessario un rinnovamento culturale importante, che passa anche da luoghi come questo».

di Vito STANO
pubblicato su vglobale.it il 15/01/2011

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