venerdì 20 maggio 2011

Terra Futura dal 20 al 22 maggio l’ottava edizione a Firenze

Fortezza da Basso di Firenze sarà per tre giorni la capitale delle buone pratiche. Dal 20 al 22 maggio ospiterà l'ottava edizione di "Terra Futura", l’annuale mostra-convegno dedicata alle “buone pratiche” della sostenibilità sociale, economica e ambientale.

La manifestazione, articolata in un’ampia area espositiva, in un fitto calendario di appuntamenti (tra convegni, seminari e workshop), nonché in laboratori e spettacoli, è tesa a promuovere le iniziative che sperimentano e utilizzano modelli di relazioni e reti sociali, governo, consumo, produzione, finanza e commercio sostenibili.

Anche l’ARTI, insieme agli altri due partner italiani del progetto Agro-Environmed, Eurobic Toscana Sud e il Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia, partecipa alla manifestazione toscana attraverso uno spazio espositivo volto a fornire informazioni ed illustrare le finalità del progetto.

Sabato 21 maggio (a partire dalle ore 15), inoltre, Terra Futura ospita la conferenza nazionale di presentazione del progetto, dal titolo “Agro-Environmed: Eco-innovazione e tecnologie ambientali nel settore agroalimentare”, cui prendono parte un rappresentante di Eurobic Toscana Sud (organizzatore dell’evento), Enrico Fontana, condirettore del quotidiano “Terra”, Antonino Catara, delegato alla ricerca del Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia e Giuseppe Creanza, dell’ARTI. Coordina i lavori Marco Failoni, della Confederazione italiana agricoltori (CIA) della Toscana.

Agro-Environmed è un progetto europeo di cooperazione interregionale cofinanziato dal FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) della Commissione Europea attraverso il programma MED, il cui obiettivo è quello di promuovere la diffusione di tecnologie ambientali e di pratiche eco-innovative nel settore agroalimentare dell’area del Mediterraneo.

Il progetto coinvolge 11 partner che rappresentano 6 paesi dell'area del Mediterraneo (Francia, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna e Slovenia) e si concentra su cinque sottosettori dell’agroalimentare (olio d’oliva, vino, frutta e verdura, carne, latte e derivati). L’ARTI e l’Istituto andaluso di Tecnologia (IAT) hanno selezionato come settore di lavoro comune quello dell’olio d’oliva, sia per l’importanza strategica che assume nelle economie delle due regioni coinvolte, sia per l’impatto che il suo processo di produzione ha sull’ambiente.

20/05/2011
di Vito STANO

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