mercoledì 18 luglio 2012

Cassano fuma - Incendi e operatori anticendio



Foto d'archivio Vito Stano
Incendi frequenti e scarsità di personale: sono i due nodi complessi della stagione estiva 2012 nell’area murgiana di Terra di Bari. L’azione dell’Arif, 1.300 operai in tutto, non è sufficente a fronteggiare le numerose emergenze che in questo lungo periodo estivo" investono in particolare l’area rurale e boschiva che lambisce il Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Cassano delle Murge, in provincia di Bari, è ritenuta la porta a sud del parco ed è anche uno dei comuni pugliesi maggiormente esposto agli incendi proprio a causa dell’ampio fronte boschivo presente nel perimetro cittadino. Ed è proprio sugli operai dell’Arif che si scatenò una polemica qualche tempo fa, polemica che interessò il numero degli stessi in proporzione all’estensione territoriale pugliese. A questi dati si aggiungeva un paragone con gli addetti alla tutela del patrimonio boschivo del Canada. Si, proprio del Canada. Insomma il paragone non fu proprio calzante a mio avviso, perché venivano tralasciati alcuni particolari connotati tipici della Puglia e dell’Italia tutta: come la cultura che gli autoctoni hanno del territorio in cui vivono, le leggi che tutelano il patrimonio boschivo, le risorse pubbliche investite in tale azione, solo per citarne alcuni. Perché se è vero che c’è un numero indefinito di operai che non fa esattamente il proprio dovere, è vero pure che sul campo c’è ne sono tanti che fanno più del proprio dovere. A questi si aggiungono i numerosi volontari, di cui la maggior parte giovanissimi, che a gratis coprono sui campi percorsi dal fuoco posizioni importanti e pericolose. L’associazione Pubblica Assistenza di Cassano delle Murge, guidata dal presidente Alessandro Giustino, come ogni estate ormai da qualche anno, è presente e attiva sul territorio non solo cassanese. I volontari, come è prassi ormai consolidata, sono a disposizione della sala operativa di Bari e dunque supportano le attività di spegnimento dove è necessario. Questa prassi però rischia in momenti particolari di “lasciare sguarnito il territorio di Cassano, che ha una delle più grandi interfacce boschive della Puglia” afferma non senza amarezza il presidente della Pubblica Assistenza Alessandro Giustino. Questa ipotesi nei giorni scorsi avrebbe potuto diventare realtà e per alcuni residenti nella zona del Costone di Bruno, nei pressi di via Santeramo, sarebbe stato probabilmente molto difficile scampare alle fiamme. Difatti il giorno 11 luglio scorso diversi focolai hanno interessato un’area vasta tra la strada Panoramica e il Costone di Bruno. Durante le operazioni di spegnimento due operai dell’Arif e un volontario della Pubblica Assistenza sono finiti in ospedale per intossicazione e molte sono state le vite in pericolo. “Le operazioni di spegnimento – conferma Giustino – iniziate alle 14 sono terminate alle 22”. Insomma l’azione di spegnimento è stata condotta senza risparmio, ma il pericolo forse più grande è stato proprio quello di lasciare scoperta Cassano: dalla sala operativa arrivò la chiamata alla Pubblica Assistenza di convogliare con il mezzo su Santeramo per domare un incendio al cui spegnimento già collaboravano gli operai dell’Arif. Pertanto per uno strano scherzo del destino (!) la corsa dei soccorsi fuori paese avrebbe potuto essere fatale per Cassano e in particolare per numerose persone che, come raccontato da Alessandro Giustino, “erano alle finestre delle loro case in attesa che i soccorritori li traessero in salvo”. I vigili del fuoco, gli agenti del Corpo forestale dello Stato e della Polizia municipale di Cassano sono stati i co-protagonisti di questa storia finita a lieto fine. In tanto però pare che la sindaco di Cassano Maria Pia Di Medio stia provvedendo all’acquisto di un’autobotte usata, da affidare in convenzione all’associazione Pubblica Assistenza al fine di rendere ancor più efficace l’azione dei volontari.
A proposito di convenzione il comune e l’associazione Pubblica Assistenza hanno stipulato una convenzione per garantire la postazione di pronto soccorso presso il plesso Ausl in via Grumo. Già da qualche giorno la presenza dei volontari non passa inosservata e al loro servizio di trasporto ambulanza si aggiunge la collaborazione necessaria del medico di turno che all’occorrenza farebbe la prima diagnosi coadiuvato dagli operatori del 118, i quali devono comunque sempre essere allertati.   

18.07.2012
Vito Stano

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