martedì 3 luglio 2012

Mandato di cattura - Recensione


Il 1939 fu l’ultima estate da ragazzo spensierato prima dell’arresto. Mentre cercava di varcare la frontiera per raggiungere la Francia dove si andava formando l’esercito polacco Albin Kazimierz fu fermato. Successivamente deportato al Kamp Lager di Auschwitz nelle vicinanze si Oswiecim e marchiato con il numero 118. L’autore del libro "Mandato di cattura" subisce con i compagni di sventura le  severe regole del campo, i lavori forzati e le punizioni senza perdere la voglia di vivere e di lottare, che lo porteranno alla salvezza.

Mandato di cattura di Albin Kazimierz un è un libro importante per gli straordinari contenuti inediti che racchiude: in esso l'autore ha raccontato la vita quotidiana in un campo di sterminio ad Auschwitz. Ma ciò arricchisce ulteriormente è la storia della resistenza partigiana polacca, che proprio nei lager ebbe il suo battesimo.

Quando nel 1942 il Reich decise di porre fine al problema ebraico, optò per lo sterminio di massa denominato "soluzione finale", che consisteva nel bruciare corpi esanimi e in alcuni casi persone ancora vive nei forni crematori costruiti per l’occasione. Albin Kazimierz, lasciatosi alle spalle la morte, prese parte al movimento di liberazione. Movimento nato proprio nel KL di Auschwitz al quale aderì l’autore e molti prigionieri, soprattutto polacchi. 

I primi prigionieri che scapparono dai campi di concentramento e riuscirono ad  arrivare a Cracovia, furono ospitati e  protetti. I migliori uomini, i più meritevoli, quelli che già all’interno del campo si erano distinti per coraggio e tenacia, ebbero la possibilità di studiare alla scuola clandestina per ufficiali dell’esercito polacco. Quando cominciarono le rappresaglie da parte della resistenza polacca contro l’esercito nazista, per recuperare armi e poter pensare di fare opposizione militare, in tutta la Polonia si iniziò a respirare un’aria di speranza che accompagnava la notizia dell’arrivo dei russi e degli alleati che avrebbero liberato i prigionieri nei diversi campi di concentramento sparsi nel Reich.

Il 27 gennaio 1945 i russi entrarono nei campi di concentramento mettendo in fuga l’esercito nazista e liberarono i prigionieri ancora rimasti nei campi. Un giorno memorabile quello della liberazione dei campi di sterminio nazista, che viene ricordato ogni anno. Il 27 gennaio viene celebrata la memoria delle vittime del nazismo, dei fascismi e dell’Olocausto e vengono ricordati tutti coloro che rischiarono la propria vita per salvarne delle altre.

Mandato di cattura di Albin Kazimierz
Edito dal Museo Statale di Auschwitz – Birkenau a Oswiecim (Polonia) 2008


03.07.2012
Giulio Stano

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