martedì 10 luglio 2012

Questione rifiuti - Briano risponde a Santorsola

A seguito dell'interpellanza del consigliere Teodoro Santorsola l'assessore alla Tutela dell'Ambiente Carmelo Briano ha provveduto a rispondere punto per punto con una nota alle accuse mossegli durante il consiglio comunale del  luglio. Pubblichiamo di seguito integralmente il comunicato dell'assessore Carmelo Briano.
V.S.

Sul tema ambientale e nello specifico sulla questione dei rifiuti sono già intervenuto in due precedenti circostanze in risposta agli interventi delle locali sezioni dell'IDV e di SEL.
Nei relativi interventi il cui contenuto è stato integralmente pubblicato sulle testate on line del 13 e 20 marzo scorsi, ho fornito puntuali e circostanziali riferimenti demolendo le affermazioni di natura squisitamente pretestuosa e diffamatoria fatte nei confronti di questa Amministrazione, finalizzate tra l’altro, all’acquisizione con l’inganno di eventuali nuovi consensi elettorali.
Ad onor del vero mi ero ripromesso, almeno per il momento, di non intervenire in merito, ritenendo di dover concentrare le mie risorse e quella dell’intera Amministrazione sulle attività preliminari all’avvio del nuovo servizio di raccolta rifiuti.
A tale scopo, nel mese di maggio scorso, fortemente voluta dal Sindaco è stata condotta una capillare campagna di informazione che ha interessato sia i borghi che i complessi residenziali presenti sul territorio.
Sono state illustrate le linee guida che caratterizzano il nuovo progetto rifiuti e la possibilità del  ricorso alla pratica volontaria del compostaggio domestico.
In seguito alla conferenza stampa tenutasi nella sala consiliare dal Capogruppo di Nuova Ideadomani, i cui contenuti sono riportati sulle testate giornalistiche locali, sento il dovere a solo scopo di riaffermare la verità dei fatti, di intervenire venendo meno al mio proposito di tacere, limitandomi a rispondere puntualmente alle questioni che riguardano aspetti di competenza  del mio Assessorato.

L’aumento del 10% della Tarsu applicato nel 2010 si è reso necessario al fine di riconoscere alla ditta appaltatrice gli adeguamenti contrattuali previsti per legge a decorrere dal secondo anno successivo alla stipula del contratto e mai riconosciuti dalla precedente Amministrazione.
Se dobbiamo parlare di responsabilità queste non vanno certamente ricondotte all’Amministrazione Di Medio bensì alla precedente Giunta e nello specifico al Capogruppo Nid che ha ricoperto l’incarico di assessore al Bilancio.
Sarebbe il caso che chiarisse, una volta per tutte, i motivi di questo mancato riconoscimento che hanno poi determinato il citato aumento. Posso affermare con assoluta certezza e senza timore di essere smentito che ai cittadini non è stato richiesto in più nemmeno un centesimo, tant’è che i costi del servizio di igiene urbana sono coperti al 95%. La legge infatti non consente alle Amministrazioni di introitare somme superiori al costo reale del servizio da utilizzare per altre finalità.
Il “Pozzo nero” al quale accenna il capogruppo Nid riguarda i maggiori costi del servizio per effetto della biostabilizzazione intervenuta nel mese di aprile 2010, a seguito dell’ordinanza del commissario per l’emergenza ambientale Vendola.
Tale processo aerobico calato dall’alto senza possibilità per l’Amministrazione di dire la propria anche in merito alla durata, inizialmente individuate in tre settimane e in ultimo in una sola, ha comportato per l’ente un costo ulteriore di €38,41 per tonnellata.
Precedentemente i rifiuti così come raccolti venivano inviati direttamente in discarica senza ulteriori costi aggiuntivi.
Francamente, nonostante mi sforzi, non riesco a comprendere il nesso tra la raccolta dei farmaci e delle pile con il dimezzamento dei costi, presumo di biostabilizzazione. Tale abbattimento a mio avviso è possibile realizzarlo con il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata previsti dal nuovo progetto.
Le spese legali per il ricorso proposto dall’ente avverso il provvedimento che imponeva l’obbligo della biostabilizzazione già liquidate, ammontano ad una somma inferiore ad € 6.000,00 e non  come artatamente indicato in € 26.000,00.
Il bando di gara, oltre ad essere stato pubblicato su quotidiani nazionali, era possibile reperirlo sulla Gazzetta della Comunità Europea (GUCE) sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (GURU) oltre che sul BURP Regione Puglia. Ne consegue che tutte le imprese del settore interessate avrebbero potuto presentare la loro offerta. Se ciò non è avvenuto, personalmente mi riesce difficile individuare eventuali responsabilità.
Se qualcuno invece, come il capogruppo Nid, attribuisce alle condizioni molto “stringenti” del bando contemplate nell’art. 33 – Cantiere dei servizi dell’impresa aggiudicataria - la mancata partecipazione, forse è il caso di ricordargli che analoghe condizioni “stringenti”, sicuramente formulate in maniera diversa, erano già contemplate dall’art.13 – Locali per l’autorimessa – Deposito - dal capitolato di appalto in essere anche se in regime di proroga.
Di seguito riporterò integralmente il testo dei due articoli in modo che il lettore, in piena  coscienza, possa farsi una propria idea di quanto precedentemente esposto.
·        Art. 33 – Cantiere dei servizi dell’impresa aggiudicataria
L’I.A. si impegna altresì a reperire prima della stipula del contratto uno spazio idoneo  al ricovero degli automezzi adibiti ai vari servizi e alle esigenze del personale situato  nel Comune di Cassano delle Murge. Tale area deve essere situata entro un raggio di 5 Km dal comune di Cassano delle Murge e deve essere conforme alle norme in materia urbanistica (con riferimento alla destinazione d’uso e al possesso del certificato di agibilità) e di sicurezza dei lavoratori  sui luoghi di lavoro. Gli oneri  per l’acquisizione o locazione di tale spazio nonché per la relativa gestione (inclusi i consumi) e manutenzione sia ordinaria che straordinaria, ricadranno integralmente sull’I.A. Lo spazio in  questione dovrà essere dotato di strutture igienico-sanitarie tali da disporre non solo di superfici per il ricovero degli automezzi, delle attrezzature e delle relative scorte ma anche di locali spogliatoi e di servizi igienici per il personale conformi alla normativa vigente. Dovrà essere prevista un’area per il lavaggio dei mezzi autorizzata a norma di legge.
Presso tale sede dovrà essere previsto un locale adibito ad ufficio con almeno una linea telefonica (posta elettronica) ed un fax  che dovrà essere sempre reperibile, durante gli orari di espletamento dei servizi , il Responsabile della gestione dei servizi dell’impresa stessa.
·        Art.13 – Locali per l’autorimessa e deposito
L’impresa dovrà disporre, a sua cura e spesa, di idonei locali per il ricovero di tutti i mezzi, il materiale e le attrezzature impiegati nell’espletamento dei servizi.
L’impresa è inoltre tenuta a mettere a disposizione dei propri dipendenti idonei locali ad uso spogliatoio e servizi igienici.
I predetti locali per il personale, i veicoli e le attrezzature dovranno essere ubicati nell’ambito del territorio del Comune di Cassano delle Murge.
Come non ricordare che il mancato pagamento della 2^ tranche ammontante ad € 88.000,00, riferita alla transazione intercorsa nell’anno 2007 tra la TRADECO- Murgia Servizi Ecologici ed il Comune di Cassano delle Murge ha determinato per l’Ente l’emissione di atto di precetto per pagamento, notificato il 22.06.2012 prot. N.9774,  con una maggiore esposizione, rispetto all’importo non pagato di € 4.027,73 per spese e diritti vari.
Sarebbe opportuno a questo punto fare un breve cenno sulle clausole del capitolato ancora in essere. Dichiarate vessatorie, non hanno permesso a questo Ente di incassare le sanzioni previste per un ammontare di € 110.000,00, causa il mancato raggiungimento della raccolta differenziata.
In conclusione mi chiedo come mai responsabilità di altri, puntualmente e volutamente vengano fatte ricadere su questa Amministrazione.

Cassano, 5 luglio 2012


Carmelo Briano
ass. all'Ambiente




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