venerdì 14 settembre 2012

Clini incontra a Bari le associazioni ambientaliste e le istituzioni - In dubbio la sorte della Puglia


Riceviamo un comunicato del WWF Puglia, che volentieri pubblichiamo, con cui l'associazione ambientalista lamenta l'atteggiamento ambiguo del ministro dell'Ambiente Corrado Clini in relazione alla possibilità di concedere l'autorizzazione per procedere alle prospezioni oltre la costa pugliese alla ricerca di petrolio. Dal punto di vista ambientale è un momento difficile per il tacco d'Italia, considerando che, tra la questione Ilva e quella delle  probabili trivellazioni a largo delle coste adriatiche, le emergenze a cui le istituzioni devono far fronte sono complesse e di non difficile risoluzione, considerando anche la rabbia della piazza che non accenna a dissolversi anzi, con il trascorrere dei giorni cresce la consapevolezza tra la gente.

V.S. 

COMUNICATO STAMPA

Incontro con il Ministro Clini sulle trivellazioni in Puglia. Il WWF: risposte deludenti e soluzioni inesistenti, la green economy è spazzata via dalla corsa all’oro nero. Il far WEST delle trivelle è una triste realtà.

La corsa all’oro nero non si ferma: il mare pugliese è terra di conquista, nonostante le proteste delle popolazioni e la netta opposizione pronunciata dalle istituzioni locali. L’Italia è considerato un paradiso fiscale dalle aziende che cercano e coltivano gli idrocarburi: nel nostro Paese vige un intollerabile e scandaloso regime di esenzioni dai pagamenti delle aliquote sul prodotto estratto a terra e mare, aliquote tra le più basse al mondo (che sono in media tra il doppio e sette volte di più), canoni di ricerca e coltivazione risibili. In questo scenario è arrivato l’ennesimo nulla osta ministeriale alla ricerca di idrocarburi nel mare pugliese. Un atto dovuto, secondo quanto dichiarato oggi a Bari dal ministro Clini, in un incontro organizzato in fretta e furia quasi come fosse uno dei tanti appuntamenti in agenda. In realtà è in gioco la green economy, spazzata di fatto dal far WEST delle trivelle.

“Rimaniamo interdetti da quanto emerso dall’audizione di oggi – ha dichiarato Leonardo Lorusso presidente del WWF Puglia – in quanto non si intravede all’orizzonte nessuna soluzione valida. L’intenzione, manifestata a più riprese dalle forze politiche, di cambiare in senso restrittivo la normativa vigente sulle prospezioni geosismiche è tutt’oggi una mera dichiarazione di intenti che non ferma l’avanzare inesorabile delle trivelle”

“Appare evidente che con l’ennesima autorizzazione concessa alle potenti multinazionali il principio di precauzione, nelle norme e nelle procedure che regolano l’attività autorizzativa delle amministrazioni pubbliche, è stato del tutto disatteso – ha aggiunto Mauro Sasso, vice presidente del WWF Puglia. Riteniamo che sia necessario ripensare anche le forme di dissenso: può essere utile alla causa la prossima manifestazione convocata a Manfredonia, atteso che a Monopoli non è bastato un movimento popolare di decine di migliaia di persone a far mutare la situazione? È evidente che la questione è nazionale e non può essere limitata a focolai di protesta locale. Forse sarebbe il caso che la classe politica e dirigente di questo paese si assuma le sue responsabilità e ne tragga tutte le conseguenze”. 

“Queste scelte scellerate vengono imposte dall’alto a totale spregio della volontà delle popolazioni locali – ha concluso il consigliere regionale del WWF Puglia Pino Caramia - come se non bastasse quanto questo territorio sta pagando in termini di disastri ambientali dovute alla Politica Energetica dell’intera Nazione”.

WWF PUGLIA
Strada dei Dottula 1 – 70122 Bari

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