lunedì 22 ottobre 2012

Truffa aggravata e infrazioni su etichettatura e rintracciabilità - Nei guai imprenditore molfettese


In data 5 ottobre il personale del Corpo Forestale dello Stato del Comando Stazione di Ruvo di Puglia (Ba) ha operato, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, il sequestro, per equivalente patrimoniale, di un frantoio oleario di un noto imprenditore agricolo, sito a Molfetta (Ba).

L’ipotesi di reato contestata è quella di cui all’art. 640 bis del Codice Penale, ossia truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche

Nello specifico si tratta del premio relativo al cosiddetto “regime di pagamento unico” previsto dal Reg. CE n. 73/2009 che, insieme al precedente Reg. n. 1782 del 2003, ha rivoluzionato la Pac (politica agricola comune).

Dalle indagini condotte dagli agenti della Forestale di Ruvo di Puglia si è scoperto che il noto imprenditore proprietario/conduttore di diversi terreni, per lo più oliveti, si era procurato indebitamente, nell’arco temporale 2006-2011, un premio di oltre 180mila euro e altrettanto si accingeva a fare per l’annata agraria in corso. 
La truffa consisteva nell’includere, nelle relative istanze annuali di premio, superfici di terreni non proprie che egli attestava falsamente di condurre in comodato. Il reg. CE n. 73/09 prevede che  qualora la superficie “illegale” superi il 20% dell’intera superficie condotta, si applica la decadenza totale del premio per tutte le annate in cui è avvenuta la fruizione.

Le indagini hanno quindi rilevato, a carico dell’imprenditore, l’ipotesi di truffa su indicata, materializzata mediante l’uso di atti falsi, con riferimento al titolo di conduzione, e di artifici e raggiri consistiti nel creare su detti terreni uno stato minimo di coltivazione, introducendosi arbitrariamente, per la regolare fruizione degli aiuti.
A completamento della fase di accertamento sulla truffa il C.S. di Ruvo ha notificato all’indagato una sanzione amministrava ai sensi della L. 898/86 pari alla somma illecitamente percepita.

Altra attività di controllo è stata effettuata dal personale del Nucleo Agroalimentare del Corpo Forestale, sull’attività di vendita di prodotti agricoli tal quali e trasformati da parte dell’indagato, accertando diverse infrazioni alla normativa sulla rintracciabilità e l’etichettatura, per un ammontare di 10mila euro. Le indagini sono state coordinate dal Sostituto Procuratore Dr. Antonio Savasta, mentre l’ordinanza di sequestro è stata messa dal Gip del Tribunale di Trani D.ssa Margherita Grippo su richiesta dello stesso sostituto procuratore. Il Corpo forestale delegato all’esecuzione si è avvalso di un ausiliario di Polizia giudiziaria al fine dell’esatta stima dei beni sequestrati per la concorrenza dei 180mila euro. Le indagini sulla regolare fruizione degli aiuti comunitari nel settore agricolo continueranno da parte del Corpo Forestale dello Stato.

(fonte Corpo Forestale dello Stato - Regione Puglia)

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