martedì 8 gennaio 2013

La caverna del sergente Romano nel circuito turistico pugliese


L'anno è appena iniziato e già le belle notizie fioccano: ci eravamo lasciati con la scoperta di una cavità tra Monopoli e Alberobello, in quello che fu il Canale di Pirro, e dal sito della Federazione Speleologica Pugliese veniamo a conoscenza di una bella iniziativa tra speleologia e meridionalismo. Di seguito proponiamo il comunicato del presidente del Centro Speleologico dell’Alto Salento Silvio Laddomada, presente sul sito della Federazione Speleologica Pugliese.
V.S.

«Grande riscontro a livello regionale dell’iniziativa promossa dal Centro Speleologico dell’Alto Salento di Martina Franca che sabato 5 gennaio, in occasione del 150° anniversario della morte di Pasquale Romano, figura leggendaria dell’insorgenza legittimista meridionale, ha inaugurato una lapide memoriale collocata all’ingresso sulla parete esterna della famosa caverna dove nel 1862, in una riunione segreta, l’ex sergente dell’esercito borbonico Pasquale Domenico Romano fu destinato al comando di una formazione di briganti composta da circa 200 uomini. Sono oltre un centinaio le prenotazioni pervenute in pochi giorni da tutta la Puglia ma anche dalla Basilicata e Calabria per visitare nel mese di aprile la grotta.

All’evento hanno partecipato circa 30 escursionisti ed è stato patrocinato dalla Regione Puglia, grazie al contributo del presidente della giunta Nichi Vendola e del presidente del consiglio regionale Onofrio Introna. Si ringrazia anche per il patrocinio e le autorizzazioni l’assessore alla Cultura del Comune di Martina Franca Antonio Scialpi, all’Ambiente Stefano Coletta, il direttore della Riserva Naturale Regionale Bosco delle Pianelle Mandina e la Provincia di Taranto e il Parco Terra delle Gravine. Un ringraziamento va infine al consigliere regionale Francesco Laddomada, che ci ha accompagnati durante l’escursione partecipando allo scoprimento e inaugurazione della lapide. Hanno inoltre partecipato i rappresentanti delle associazioni Arca Promoter, Federazione Speleologica Pugliese, Università Popolare Zeus di Taranto e il gruppo Ricerca storica di Locorotondo.

Il Centro Speleologico ha inoltre aderito al convegno storico presieduto dallo scrittore Valentino Romano che si è svolto nel pomeriggio a Gioia del Colle sul tema Il sergente Romano tra storia e leggenda. In questa circostanza lo storico Mario Guagnano ha pubblicamente ringraziato il Centro Speleologico di Martina Franca per l’interessante iniziativa contemporaneamente effettuata alla caverna delle Pianelle.

L’iniziativa del Centro Speleologico dell’Alto Salento, che culminerà a primavera nei giorni 1, 7, 14, 21, 25 e 28 aprile 2013 con il programma escursionistico Sui sentieri dei briganti, ha come obiettivo quello di far conoscere una parte del grande patrimonio carsico sotterraneo, epigeo e naturalistico che si sviluppa all’interno delle Murge tarantine, dove nella roccia del periodo cretaceo, formatasi circa 65 milioni di anni fa, si aprono profonde gravine e decine di grotte e caverne immerse in una vegetazione straordinaria fatta anche di querce secolari.

In questi luoghi il nostro centro ha portato alla luce e segnalato alla Soprintendenza Archeologica e ai ricercatori di istituti universitari numerosi insediamenti preistorici in grotta. Si tratta di un’eredità culturale notevole che ci auguriamo possa un giorno trovare un’adeguata valorizzazione e collocazione museale.

Questo paesaggio, con le sue caratteristiche impervie e selvagge, le misteriose grotte, gli strapiombi, le “pentime” come quella denominata “Del Cavallo”, i tortuosi sentieri facilmente raggiungibili dal “Tratturello Martinese”, antichissima e lunga “via erbosa” di transumanza, come l’ha definì lo storico Italo Palasciano, sono stati i luoghi prediletti non solo degli antichi cacciatori paleolitici, i luoghi di culto dei neolitici e delle genti dell’età dei metalli ma anche il vero Regno dei briganti, sia di quelli preunitari che delle bande legittimiste come quella del Sergente Romano.

La riscoperta di questi luoghi, insieme al loro ricco patrimonio ecomuseale (masserie, jazzi, trulli, neviere, trappeti, cappelle, tratturi ecc), potrebbe favorire un turismo outdoor finora poco sviluppato e ancora non adeguatamente incentivato».

(fonte Centro Speleologico dell’Alto Salento - Federazione Speleologica Pugliese)

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