venerdì 25 gennaio 2013

Tagli abusivi e macchia distrutta: danni a Cassano e Acquaviva


Tagli abusivi, macchia distrutta e danni al paesaggio alle porte di Bari. Operazione territorio: in azione i forestali di Acquaviva delle Fonti e Cassano delle Murge.

Nell’ambito di un’operazione coordinata mirata ad intensificare i controlli sul comprensorio di Cassano Murge ed Acquaviva, le locali Stazioni del Corpo Forestale dello Stato hanno condotto due importanti operazioni di polizia forestale e ambientale nelle località, rispettivamente, Grottagiglio del Comune di Cassano delle Murge e Parchi della Chiesa nel Comune di Acquaviva delle Fonti.

Nel primo caso, i forestali rinvenivano presso un’azienda agricola la presenza di circa 80 quintali di legna da ardere di essenza quercina (Roverella mista a ceppi di olivo) in parte depezzata e in parte ridotta in tronchi sezionati della lunghezza di circa 50 cm e con un diametro variabile dai 15 ai 35 centimetri, di cui i possessori non erano in grado di esibire alcuna documentazione attestante  la lecita provenienza. Trattasi infatti del presunto bottino di una serie di tagli boschivi furtivi e abusivi  in danno di un bosco ceduo di roverella di proprietà privata, già segnalati alla polizia forestale. Attraverso un metodo di evidenze fisiche, si riusciva anche a rinvenire l’origine del taglio. Tutta la legna veniva sequestrata, mentre il titolare dell’azienda veniva denunciato per ricettazione.

Nel corso della seconda operazione i forestali mettevano i sigilli ad un cantiere ove erano in corso  lavori di movimento di terra con l’ausilio di mezzi meccanici all’interno della lama del Torrente Picone ricadente nell’agro del Comune di Acquaviva delle Fonti (Ba), alla località Parchi della Chiesa, vincolato per scopi Paesaggistico/Ambientali, Idrogeologici e ai sensi del D.M.6884 del 12.11.1936.

I lavori consistevano nella rimozione di muretto a secco di contenimento e nella distruzione di cespugli di macchia mediterranea della specie Quercus Coccifera (Quercia Spinosa), radicati nello stesso. Accertata l’assenza di autorizzazioni rilasciate dagli enti preposti, si è proceduto a sequestrare l’area ed a denunciare gli autori dei lavori per la violazione delle prescrizioni a tutela degli ambiti estesi di tipo B, lame, corsi d’acqua e beni diffusi del paesaggio  contenute nel Piano Urbanistico Territoriale vigente in Puglia,  nel Codice del Paesaggio, nel testo unico dell’edilizia e nell’art. 734 del codice penale (deturpazione o distruzione bellezze naturali).

(fonte Corpo Forestale dello Stato - Regione Puglia)

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