sabato 13 aprile 2013

Lavoro: operai costretti a lasciare ai titolari metà stipendio sotto minaccia


La crisi economica che attanaglia la vecchia Europa dal 2007 non ha precedenti se non viene paragonata alla Grande Crisi del 1929. In Italia è così profonda la crisi che sono due imprenditori operanti nel settore dei tendaggi, padre e figlio, hanno avuto un'idea geniale: sotto la minaccia di licenziamento, estorcevano a quattro operai, dipendenti a tempo determinato dello loro azienda, circa metà dello stipendio pattuito.

Ecco quindi la svolta per uscire dalla crisi: taglieggiare i propri dipendenti, altro che investire in innovazione tecnologica o altre idee simili. Purtroppo il piano dei due incensurati baresi, di 73 e 41 anni, è stato scoperto dai carabinieri della Compagnia di Bari Centro, e sono stati arrestati con l'accusa di estorsione in concorso e posti agli arresti domiciliari. 

Le indagini svolte dai militari del Nucleo Operativo hanno consentito di documentare come quattro operai, al momento del colloquio di assunzione – che avvenivano in presenza del ragioniere della società, denunciato anch'egli per lo stesso reato  e, una volta assunti a tempo determinato, sotto la minaccia del possibile licenziamento, erano costretti ad accettare un salario non superiore a 550 euro mensili, anziché 900-1000 euro. In caso di rifiuto degli operai, i due geni e il loro ragioniere passavano alle vie di fatto rimpiazzando i recalcitranti con altre persone disponibili ad accettare tali condizioni.

13.04.2013
Vito Stano

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