venerdì 30 agosto 2013

Mafia a Bari. Libera: «allestiamo un calendario di iniziative per la città»

La foto che fu adottata qualche mese mese a seguito di
un altro omicidio di mala nel capoluogo pugliese
Dopo l'ultimo omicidio consumato a Bari, il coordinamento provinciale di Libera, a firma del suo referente Alessandro Cobianchi, ha pubblicato una lettera aperta alle associazioni in cui invita a reagire. Di seguito la lettera.


Quando, in occasione dell’omicidio di Giacomo Caracciolese, lo scorso aprile, abbiamo deciso di lanciare la campagna 'Spàrano? Via da Bari', stavamo maturando, come Coordinamento provinciale di un’associazione schierata quotidianamente in difesa dei temi antimafia, due convinzioni. La prima era una consapevolezza concreta. Ovvero, a Bari si sarebbe sparato ancora perché ogni omicidio, da sempre, ha contribuito a schiudere vasi di violenza. La seconda era una riflessione sulla nostra azione: le parole rabbiose e indignate non avrebbero – di certo non da sole – fermato le sparatorie. Stavamo solleticando le mafie, senza incutere loro il minimo timore.   

L’omicidio di ieri sera a Poggiofranco, che ha visto cadere sotto i colpi della malavita Felice Campanale, è solo l’ultima di una lunga serie di conferme su queste due riflessioni. Dunque, ora, l’imperativo categorico è quello di domandarsi: che fare? Innanzitutto, c’è da chiudere il cerchio dell’autocritica e della critica, provare a riassemblare i cocci, ristrutturare un mondo (quello dell’antimafia) che va, spesso, in ordine sparso, alla rinfusa, per rilanciare un’azione nuova. Ma per rilanciare c’è bisogno di essere forti. Ecco dunque l’urgenza impellente di mettere in campo la rete, rafforzando alleanze che, nel corso del tempo, sono andate perdute o si sono indebolite nella pletora di singoli eventi. Urge ora ridare un senso a queste sinergie, marcarle e nettarle nell’inchiostro dell’impegno e non solo in quello della teorizzazione.

C’è da ricostruire un tessuto urbano sfibrato dal disimpegno e divenuto socialmente traballante. Serve pertanto fare massa critica, nel senso più vero dell’espressione. Massa: perché dobbiamo contarci ed essere in tanti, coscientizzare e comunicare la necessità della partecipazione attiva. Critica: per non accettare più  luoghi comuni, le mere dichiarazioni d’intenti cui fa seguito soltanto il silenzio. Bisogna provare a fare realmente opinione, incidere sui vissuti delle persone, incontrandole fisicamente per far capire loro che ci siamo.

Ci sia consentito quindi fare una proposta: chiediamo alle associazioni, alle scuole, alle parrocchie, a tutti i gruppi impegnati nel sociale di destinare una giornata del proprio impegno all’organizzazione di un’iniziativa a favore della città al fine di allestire, tutti insieme e fin dai prossimi giorni, un calendario unitario di iniziative a sostegno della legalità.

Siamo convinti che questa, lungi dall’essere la risoluzione definitiva del problema, possa comunque rappresentare una prima, importante, risposta corale della comunità barese alla violenza e l’inizio di un raccordo sociale che punti sulla coesione quale momento nodale del contrasto alle mafie.

Per il Coordinamento provinciale
il referente
Alessandro Cobianchi

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